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TERRORISTA A CHI?

di Leonardo Mazzei
25 Novembre 2022
in Politica
3
TERRORISTA A CHI?
Letture: 1.099

Di male in peggio. Dopo le sanzioni, l’invio di armi, una russofobia applicata ad ogni ambito, siamo adesso ad un nuovo gradino della follia bellicista antirussa. Il parlamento europeo ha approvato ieri una risoluzione incredibile, in cui definisce la Russia come uno “Stato terrorista”.

E pensare che, da qualche giorno, dopo il ritiro da Kherson e l’uscita di alcune dichiarazioni americane, in molti ritenevano di vedere i segnali di una svolta che avrebbe dovuto portare ad una tregua nella guerra d’Ucraina! Chi scrive non ha mai creduto a quella tregua, ma di certo la bomba arrivata da Strasburgo va nell’opposta direzione.

Ma cosa dice il testo approvato da 494 europarlamentari, con 58 voti contrari e 44 astenuti?

La dichiarazione è secca: «La Russia è uno Stato sponsor del terrorismo che utilizza mezzi terroristici».

Poiché, a differenza degli Stati uniti, l’Ue ha sì la sua black list, ma attualmente non può inserirvi come “terroristi” gli Stati, il parlamento europeo chiede di superare questa “lacuna” giusto per potervi iscrivere la Russia. Un modo per far scattare altre sanzioni (che vengono esplicitamente chieste) contro Mosca, come se quelle attuali non bastassero. Una mossa che, se presa sul serio, potrebbe portare perfino alla chiusura delle relazioni diplomatiche.

E che questa sia l’intenzione del parlamento, viene esplicitato con la richiesta all’Ue di isolare ulteriormente la Russia, mettendone in discussione la permanenza nelle organizzazioni e negli organismi internazionali, addirittura nello stesso Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Questa odiosa risoluzione di guerra, promossa dai parlamentari del gruppo Conservatori e Riformisti, di cui fa parte la delegazione di Fratelli d’Italia è stata votata anche dal gruppo del Ppe (Partito popolare europeo) e – pur con qualche distinguo – da quello dei Socialisti e Democratici che include il Pd. Tra gli italiani hanno votato a favore tutti i parlamentari della destra, quelli di Azione-Italia Viva ed il grosso di quelli del Pd, salvo tre dissidenti (Pietro Bartolo, Andrea Cozzolino e Massimiliano Smeriglio) che hanno votato contro, insieme a Francesca Donato. Astenuta, invece, l’intera delegazione del Movimento Cinque Stelle.

Fin qui i fatti, gravissimi ed inequivocabili.

Che il parlamento di Strasburgo assuma un’iniziativa di questo tipo non stupisce. Il servo europeo vuol mostrarsi più feroce perfino del padrone americano. Con quali conseguenze ce lo dirà solo il futuro.

Con che faccia questi signori si permettono di dichiarare come terrorista la Russia? Se c’è uno Stato che pratica da decenni il terrore come metodo di guerra questo non è la Russia, bensì gli USA, la superpotenza alla quale gli eurodeputati si inchinano plaudenti. Quella superpotenza alla quale gli europei (intesi come Ue) mai hanno fatto mancare il loro sostegno politico, propagandistico e militare.

Nel 2003 gli Stati uniti iniziarono la loro aggressione all’Iraq con un’operazione di bombardamenti a tappeto denominata da loro stessi “Shock and Awe”, colpisci e terrorizza, e nessuno in Europa ebbe nulla da ridire. Anzi, alcuni Paesi europei (fra cui l’Italia) parteciparono variamente a quell’impresa. Del resto, era la stessa tecnica usata 4 anni prima contro quel che restava della Jugoslavia.

Dopo 9 mesi di una guerra in cui l’Ucraina ha avuto dall’occidente ogni arma possibile e immaginabile, dopo l’incredibile fornitura di 1 milione e trecentomila proiettili di artiglieria da 155 millimetri, che – ci informa preoccupata la Repubblica – ha finito per mettere in difficoltà la stessa industria bellica americana, le vittime civili denunciate da Kiev sono 6.500. Sempre troppe, ci mancherebbe, ma molte meno di quelle delle guerre americane degli ultimi vent’anni, nonostante l’intensità del fuoco sia ad un livello incommensurabilmente superiore.

Adesso ci si lamenta dell’attacco mirato alle centrali elettriche, che forse si preferivano i bombardamenti a tappeto modello made in USA? Ora, il doppiopesismo non è una novità ed in guerra la propaganda la fa da padrona. Ma è mai possibile che si parli del pericolo rappresentato dalle centrali nucleari, senza dire che a Zaporižžja sono gli ucraini a bombardare, con il rischio di provocare un incidente dalle conseguenze devastanti? Sì, è possibile. Ed è la normalità della (dis)informazione occidentale. Quella stessa normalità che vorrebbe ci dimenticassimo chi l’arma nucleare l’ha effettivamente usata, ad Hiroshima e Nagasaki

Insomma, terrorista a chi?

Infine, come dimenticarsi che tra i parlamentari che hanno votato la vergognosa risoluzione di ieri, vi sono pure quelli dei partiti francesi (e non solo) che nulla ebbero da obiettare sull’esecuzione a freddo di Muammar Gheddafi nel 2011?

Di nuovo: terrorista a chi?

Molti si lamentano perché l’europarlamento sarebbe un ente inutile, una sorta di soprammobile simil-democratico buono solo per provare ad attenuare un po’ la scomoda immagine del dominio tecnocratico imperante nelle istituzioni europee. A noi questo parlamento pare invece un’entità pericolosa quanto cialtronesca, ma ieri la pericolosità delle sue deliberazioni ha superato perfino la sua storica e leggendaria cialtroneria. E’ proprio vero che non c’è mai limite al peggio.

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Comments 3

  1. Maria Grazia says:
    3 anni fa

    Condivido tutto quanto sopra esposto e, aggiungo, che il NYT ha ammesso che il filmato dell’esecuzione a sangue freddo dei soldati russi arresi agli ucraini, è effettivamente vero. Ma non una parola se ne fa in Italia e UE.
    Appunto: terrorista a chi?

    Rispondi
  2. Lidia Beduschi says:
    3 anni fa

    Impossibile, se non come stolta opinione servile, perché a quanto pare talmente assurda da essere priva di alcuno strumento giuridico per la sua ratificazione..

    Rispondi
  3. Nello says:
    3 anni fa

    Con questa risoluzione, se ce fosse stato bisogno, è emersa ancor più chiaramente la natura “intrinsecamente perversa” dell’Unione Europea e la sua completa subordinazione agli Stati Uniti. Ciò che è accaduto può essere un punto di non ritorno.

    Rispondi

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