FERMIAMO IL MES! Via dalla gabbia dell’euro

Prima Assemblea-presidio contro il MES, sotto il Parlamento. Roma, 6 dicembre 2019

Appello per una campagna ed una manifestazione nazionale

Fermare il MES è necessario. In gioco è la democrazia e l’indipendenza nazionale. In gioco è l’economia del Paese, la stessa possibilità di uscire dalla crisi.

Il MES è uno degli strumenti con i quali l’UE, a dominanza tedesca, impone l’austerità e schiaccia gli Stati. Ma quanto fatto in questi anni (si pensi alla tragedia greca) ancora non gli basta. Ecco allora le nuove regole pensate per rendere questo meccanismo ancora più oppressivo, studiate per mettere sotto tiro in particolare l’Italia: dai risparmi delle famiglie, alle banche ed alle aziende di cui ci si vuole impadronire a basso prezzo.

Di fronte a questo attacco la classe dirigente balbetta. Denuncia i rischi (vedi il governatore Visco) per poi smentirsi il giorno dopo; ammette che le nuove regole sono sfavorevoli per il Paese, ma non ha il coraggio di opporsi. Peggio ancora il comportamento del governo. Nato in agosto dalla benedizione europea, esso sa solo chiedere un rinvio della sottoscrizione del nuovo trattato, senza però reclamare chiaramente la modifica del suo contenuto. Un comportamento che tradisce fra l’altro la stessa Costituzione repubblicana, laddove prescrive (art.11) che le eventuali limitazioni (non cessioni) di sovranità possano avvenire solo “in condizioni di parità con altri Stati”. L’esatto contrario di quel che prevede il MES.

Da Bruxelles, d’altra parte, hanno già risposto: l’accordo raggiunto non si mette in discussione, l’Italia se ne faccia una ragione. Il rinvio serve solo a coprire il totale servilismo di Conte e Gualtieri, a far digerire l’indigeribile al parlamento ed all’opinione pubblica. Chiara è la volontà di rendere ancor più stringente la gabbia dell’euro, proprio mentre anche Lega ed M5S adesso dichiarano irreversibile la moneta unica.

Nulla di buono è dunque all’orizzonte. L’unica possibilità per fermare questo ennesimo disastro nazionale, destinato a ricadere come al solito sulla vita del popolo lavoratore, è quella della mobilitazione. Vorrebbero il silenzio per far dimenticare la gravità di quello che stanno facendo. Dobbiamo rispondere con la denuncia, l’informazione, la lotta.

Per questo, i promotori di questo appello lanciano una campagna nazionale per fermare il MES. Organizzeremo incontri, sit-in, assemblee ovunque possibile. Chiameremo tutti ad una grande manifestazione nazionale da tenersi a Roma il…

– Fermiamo il Mes
– Usciamo dalla gabbia dell’euro
– Difendiamo gli interessi del popolo lavoratore
– Riconquistiamo la democrazia, difendendo la Costituzione del 1948

13 gennaio 2020

Coordinamento nazionale Liberiamo l’Italia

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