MANIFESTO del Comitato Promotore 12 ottobre

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Manifestazione del 12 ottobre, Roma, ore 14:00, Piazza della Repubblica

Diseguaglianza, liberalismo e ingiustizia sociale

Stiamo vivendo in un mondo strutturalmente ingiusto e in fase terminale. “Nel 2010, 388 miliardari controllavano un patrimonio pari a quello della metà più povera dell’umanità. Nel 2011 questo numero era sceso a 177. Nel 2012 a 159. Nel 2013 a 92. Nel 2014 a 80. Nel 2016 a 62. Nel 2017 a 8. Nel 2020, di questo passo, un solo individuo possiederà quanto la metà più povera dell’umanità”.

“La macchina del denaro, come le cellule tumorali, è programmata per crescere all’infinito. E come le cellule tumorale finiscono per distruggere l’organismo ospite, anche la macchina del denaro distruggerà il pianeta e l’umanità dei lavoratori da cui trae il suo sostentamento”.

La macchina del denaro è il liberismo finanziario, ovvero il sistema bancario della moneta a debito, progettato e realizzato in due secoli dalle grandi famiglie storiche della finanza internazionale: Rothschild, Rockefeller, Warburg.

I valori del neoliberismo sono molto semplici e definiti: drenare ricchezza dal basso verso l’alto, dal popolo dei lavoratori alle élite dei rentier, cioè di coloro che vivono di rendita.

Costituzione, eguaglianza e giustizia sociale

I nostri padri costituenti avevano ben chiaro che il liberismo economico, colonialista e imperialista, era la vera causa delle due guerre mondiali e dei totalitarismo del novecento. Il ripudio della guerra, previsto all’art. 11, comporta il ripudio del tipo di economia che alla guerra inevitabilmente conduce.

La nostra Costituzione delinea pertanto un modello di società fondata su valori e principi opposti a quelli dell’economicismo neoliberista scolpiti invece nei trattati europei, valori umanistici definiti nei principi fondamentali (artt. 1 – 12): diritti inviolabili dell’uomo; pari dignità; eguaglianza sostanziale; diritto al lavoro; diritti sociali; doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale; pace e giustizia tra le nazioni, ecc.

La Costituzione economica (artt. 35 – 47), aderendo al modello keynesiano, prevede un forte intervento dello Stato democratico nella direzione dell’economia, per garantire la piena occupazione, l’eguaglianza e la redistribuzione della ricchezza tra i lavoratori. In altri termini, per rendere difendere la democrazia sostanziale, sempre minacciata dalle concentrazioni di potere economico nelle mani dei privati, che in tal modo sono in grado di controllare il potere politico.

La sovranità monetaria

Rothschild e Rockefeller sapevano bene che chi possiede la sovranità monetaria, automaticamente acquisisce la sovranità economia e politica. Per questo motivo hanno creato il sistema bancario della moneta a debito: facendo indebitare gli Stati, – e potendo definire il tasso di interesse –, hanno indirizzato negli ultimi due secoli le politiche dei governi. Per loro le guerre non sono immani tragedie, ma solo occasioni di arricchimento.

Per questo sin dal primo articolo della Costituzione, viene stabilito il rivoluzionario principio che la sovranità appartiene al popolo, inteso come comunità residente su un territorio, e al popolo non può mai essere sottratta. La sovranità significa autodeterminazione del popolo, riconosciuto come fonte suprema del potere, non soggetto ad alcuna autorità esterna.

Ma la Costituzione, a partire dalla morte di Aldo Moro, è stata calpestata e tradita da una classe dirigente corrotta. Oggi la sovranità non appartiene più al popolo, ma ai mercati. Sono i mercati, e non i governi, a decidere la politica nazionale. I mercati che, avendo la proprietà dei mezzi di informazione, sono in grado di manipolare l’opinione pubblica a loro piacimento.

Manifestazione popolare in piazza della Repubblica il 12 ottobre

I risultati della svolta liberista anticostituzionale sono sotto gli occhi di tutti: disoccupazione, negozi vuoti, imprese che chiudono, economia che ristagna. Il futuro non è più una promessa, ma una minaccia. Il nichilismo e la depressione imperano, non solo tra i giovani.

Ecco perché il popolo ha il compito di risvegliarsi dal sonno mediatico e scendere in piazza il 12 ottobre.

La resistenza popolare è già in atto

In realtà il popolo italiano, a dispetto delle apparenze, non si è arreso. In ogni parte del territorio sono sorte associazioni e iniziative di resistenza culturale di base, germogli di consapevolezza e creatività, che nei modi e nei settori più diversi, cercano di ripristinare i valori costituzionali della solidarietà e della cooperazione, rimettendo in moto l’economia reale, promuovendo la piccola e media impresa e creando nuovi posti di lavoro.

Necessità di una riforma dell’Università pubblica e della RAI

Per diffondere queste idee ed iniziative, per risvegliare le coscienze sopite, per allineare tutte le forze positive – spesso sconosciute o in competizione tra loro – , abbiamo bisogno di una nuova Università pubblica e di una nuova TV pubblica, che diffondano retta informazione, che favoriscano il sorgere di comunità sul territorio, che formino cittadini, insegnanti, dirigenti ai nuovi valori costituzionali.

I poteri di uno stato costituzionale democratico moderno

A questo punto sorge spontanea una domanda: indebitati come siamo, dove troveremo i soldi per sottrarre al neoliberismo imperante queste fondamentali istituzioni?

La risposta è molto semplice: l’Italia, come Stato Costituzionale democratico moderno, può creare tutta la moneta di cui ha bisogno con un click su un computer, come oggi fanno le banche private. In questo modo può creare la scuola, l’università, la TV che vuole. Può creare tutti i posti di lavoro che vuole e far ripartire l’economia salvando le imprese strangolate dalla mancanza di liquidità.

Purtroppo tutto ciò è impossibile da realizzarsi restando nella gabbia dell’euro, che toglie agli stati le loro prerogative sovrane, tra cui quella di mettere al centro la piena occupazione ed i diritti dei lavoratori.

Queste semplicissime informazioni sono pressoché sconosciute al popolo, che subisce passivamente gli sporchi giochi di una classe dirigente priva di scrupoli, collusa e corrotta con il sistema della finanza internazionale.

Oggi l’1% della popolazione mondiale governa il restante 99%, e si arricchisce con i beni prodotti da questa parte, che si impoverisce sempre di più. Un vero incubo personale e collettivo.

La buona notizia che ci viene sempre taciuta

Un popolo unito sotto la bandiera della sua Costituzione, non ha più nulla da temere. In massima sintesi, il governo sostenuto dal popolo può ristrutturare il debito; può con un decreto dichiarare incostituzionali, e quindi invalide ed inesistenti, tutte le leggi che consentono la speculazione; può emettere moneta non a debito; può assumere nella pubblica amministrazione le persone senza lavoro; può creare scuole e ospedali; può finanziare le aziende in difficoltà; può recuperare tutte le fonti di produzione di ricchezza privatizzate, vendute, cedute agli stranieri; può risanare il territorio ecc.

Ecco la buona notizia, ecco perché riunirsi il 12 ottobre!

Chi scenderà in piazza insieme a noi

Insieme a noi ci saranno tutte le associazioni, i movimenti, i gruppi che da tempo queste cose le hanno capite, e che hanno solo bisogno di un luogo d’incontro per coordinare le loro iniziative.

Ci saranno gli intellettuali critici più noti, che in questi anni si sono battuti per diffondere consapevolezza.

Ci saranno gli italiani delle diverse categorie sociali a cui si vuole togliere dignità e speranza nel futuro: lavoratori, piccoli e medi imprenditori, studenti, precari, disoccupati, artigiani, dirigenti pubblici, pensionati, insegnanti, casalinghe, medici che hanno seguito la loro coscienza e hanno continuato a fare bene il loro lavoro, senza mai piegarsi ai dettami del neoliberismo.

Ci saranno altre persone in cerca di una soluzione, ma con idee ancora confuse, che hanno solo bisogno di chiarirsele.

Ci saranno persone, risonanti ed empatiche, che hanno intuito l’essenza della manifestazione. Hanno compreso che il 12 ottobre segnerà una svolta decisiva per il nostro paese e per i popoli del mondo, l’inizio di un nuovo rinascimento, e vogliono assolutamente partecipare.

Di sicuro con noi non ci saranno i banchieri, gli uomini dell’alta finanza, i rentier, i capitalisti, i grandi industriali, i membri della busyness class. Nè ci saranno gli indifferenti, i pigri, gli ignavi, i nichilisti, coloro che, privi di speranza e di generosità, criticano ogni iniziativa per principio. Nè ci saranno, ovviamente, coloro che, devoti al neoliberismo, lo difendono a spada tratta, senza sapere che si stanno scavando la fossa con le loro mani.

Ma siamo sicuri che, quando potranno comprendere il condizionamento che danneggia per primi loro stessi, si uniranno a noi nella costruzione di un mondo certamente migliore di questo.

Con l’augurio di ogni bene

13 Agosto 2019

Comitato Promotore

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Comments

  1. Il punto di NON RITORNO è troppo vicino per stare ancora a tergiversare!
    Ben venga questo 12 Ottobre che mi auguro non sia già troppo lontano
    visto come siamo già messi in questo momento!!!

  2. Bene ci saro’ ,ormai abbiamo capito che la ue ci vuole togliere tutti i diritti identita’ ,vogliono islamizzare l’italia ci vogliono distruggere ,solo i tardati di mente non lo capiscono

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