12 OTTOBRE: IO C’ERO di Paola N.

Sapevo che dalla mia regione partiva un autobus organizzato dai promotori.

Sono andata invece per fatti miei, in treno. Un po’ perché non li conoscevo, un po’ perché mi sono voluta mantenere ai margini, e poi perché la manifestazione sarà un flop.

Se va male, mi sono detta, me ne ritorno a casa così come sono venuta.

Sì, un misto di sfiducia, di curiosità, di pessimismo, e anche di timore. 

Poi, una volta partito il corteo, mi ci sono infilata dentro.

Mi sono sentita a casa mia, come in famiglia.

Una strana magia, non conoscevo nessuno di quelli accanto a me, ma sentivo gli altri non solo come amici, li sentivo come sorelle e fratelli, accomunati dalla stessa rabbia, dallo stesso orgoglio. 

Mi mancava tanto e da tanto tempo, questo sentirmi parte di una comunità. 

Donne e uomini, giovani (molti, finalmente) e anziani, italiani da ogni parte d’Italia.

E man mano che avanzavamo il sentimento di paura svaniva e si trasformava in gioia, gioia per esserci, per esistere, per non sentirmi più sola.

Confesso di essermi emozionata, commossa, soprattutto quando ha preso la parola quella bellissima donna greca che mostrando la terra di Maratona, ha portato i fieri saluti del suo popolo in resistenza contro i mostri che l’hanno umiliato. 

No, noi non faremo la stessa fine!

Il mio grazie dal profondo del cuore agli organizzatori che ci hanno convocato a Roma.

Che sia l’alba della nuova Italia.

Paola N. venuta da FIRENZE

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